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Il folklore del Don

 
Originalità e varietà distinguono la cultura degli uomini del Don. 
Il folklore del Don è spesso chiamato il folklore dei maestri dell’arte della guerra.
Effettivamente in esso esistono molte marce militari che si distinguono per l’austerità della melodia. Nel folklore del Don esistono ancora molte liriche (canzoni d’amore e dedicate alla famiglia, girotondi, danze, canzoni di caccia ed altro).
 
Казачий ансамбль "Православный Дон"
 

















Una grande conquista della cultura del Don non e’ soltanto il folklore musicale e le danze, ma anche la originale tradizione letteraria strettamente legata alla vita quotidiana ed alla fede ortodossa. 

Nascita
I cosacchi hanno sempre vissuto in grandi famiglie, amavano i bambini ed erano particolarmente felici della nascita di un maschio.
Nella famiglia cosacca la donna aveva un ruolo molto importante, si occupava della casa, curava gli anziani, educava le nuove generazioni. La donna che partoriva veniva considerata, secondo la leggenda, come se fosse nata un’altra volta. La nascita di 5-7 figli era un fenomeno abituale in una famiglia cosacca. I cosacchi amavano i bambini ed erano felici della nascita di un bambino o di una bambina. Ma, accanto al tradizionale interesse per la nascita di un bambino, considerato come il continuatore della stirpe, si mescolavano interessi pratici, in quanto al futuro cosacco la comunità assegnava un appezzamento di terreno. Al neonato cosacco tutti gli amici ed i conoscenti del padre portavano regali strettamente legati all’arte militare: cartucce, frecce, arco, pallottole. Il nonno regalava la sciabola ed un fucile. Il neonato veniva battezzato dopo 40 giorni dalla nascita nella cattedrale dal padrino e dalla madrina.
Riti di iniziazione.
L’iniziazione infantile presso i cosacchi era un rito strettamente legato a quello che consacrava il cosacco. Al rito, come regola, prendevano parte personalità ufficiali. La consacrazione a cosacco avveniva verso i  sei anni. Nel maidan, che era la piazza  adiacente la cattedrale, si riunivano in cerchio i cosacchi. Quelli  piu’ anziani   mettevano i ragazzi sul cavallo, che era considerato un fedele amico, un compagno di battaglia. I ragazzi che riuscivano a percorrere un cerchio senza cadere da cavallo, venivano consacrati cosacchi. L’Ataman faceva indossare loro il solenne nastro rosso congratulandosi e porgendo il suo saluto ai vecchi cosacchi guerrieri.
 
Il matrimonio cosacco
Uno dei primi posti nella serie degli innumerevoli riti cosacchi occupa il rito del matrimonio come si andò delineando dopo l’introduzione nella regione del Don del matrimonio religioso in chiesa nel XIX secolo. I matrimoni tradizionali venivano organizzati in queste lande in autunno ed in inverno, quando cioe’ i cosacchi si liberavano dal lavoro dei campi. La data del matrimonio veniva scelta in base al calendario ortodosso, escludendo i periodi di digiuno, momenti particolari di umiltà e dolore.
Spesso se non sempre i genitori stessi sceglievano la fidanzata al figlio. Prima del matrimonio assumevano particolare importanza i seguenti momenti:
«La visita dalla fidanzata» - I genitori presentavano la fidanzata al figlio,
 «Il fidanzamento» -  I sensali (scelti apposta dai genitori nel novero dei parenti o degli amici) si mettevano d’accordo sul riscatto della fidanzata (cioé il regalo che veniva offerto in cambio della fidanzata) e discutevano sulla data del matrimonio e su altre questioni concernenti l’organizzazione dello stesso.
«I cuscini» -  «La dote» della fidanzata ( sin dalla nascita i genitori collezionavano alla figlia una dote con la quale avrebbe fatto ingresso nella casa del futuro sposo , cuscini, letto, tovaglie ed altro, preparate a mano dalla giovane cosacca). Alcuni giorni prima del matrimonio i cuscini ed il resto della dote veniva trasferito nella casa del cosacco, azione che veniva accompagnata dal controllo della dote, da festeggiamenti ed offerte. imbandendo la tavola e festeggiando. La cerimonia nuziale consiste in numerosi riti, Il matrimonio era obbligatoriamente accompagnato dall’incoronazione in chiesa. Gli sposi giuravano davanti a Dio di vivere insieme fino alla morte. I matrimoni cosacchi erano interminabili e sfarzosi, si cantava, si ballava, si facevano girotondi, si organizzavano giochi. Questa fantastica tradizione cosacca si e’ conservata a tutt’oggi nei villaggi cosacchi.
Il viatico alla guerra
I cosacchi furono prima di tutto guerrieri e difensori del Governo Russo. Partendo in missione i cosacchi si radunavano in chiesa per il Te Deum. Secondo la consuetudine prendevaano un pugno di terra dal territorio adiacente la chiesa. Il padre e la madre benedicevano il figlio, la moglie, accompagnando il marito in guerra gli preparava il cavallo.
Solo dopo aver afferrato la briglia il cosacco abbracciava e baciava la moglie ed i figli, montava in sella, si toglieva il cappello, faceva il segno della croce e si allontanava da punto di raccolta.
 
L’ultimo cammino
La morte per i cosacchi credenti era un fenomeno naturale e non suscitava spavento e disperazione. Prendevano con filosofia e saggezza l’avvento dell’ultimo giorno della loro vita.
Le cerimonie di commemorazione avvenivano all’atto del funerale, al nono ed al quarantesimo giorno dal funerale. Nei villaggi cosacchi questa usanza viene rispettata ancora oggi. Per la commemorazioni si cuociono involtini col cavolo, involtini dolci fatti con frutta secca, si prepara il compot. Prima della commemorazione viene servito una specie di riso dolce con miele e uva passa (kut’ja). In tavola non manca mai vino e vodka.
 
Sono vivi a tutt’oggi nella regione del Don queste usanze popolari questi costumi e queste consuetudini quotidiane. Il rispetto delle tradizioni spirituali  è il tratto caratteristico della originale cultura dei cosacchi del Don.

 
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